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La perifrastica (quella vera)


Da dove nasce questo post?Dalla percezione di un’ignoranza sempre più dilagante e diffusa in Italia?Forse. Oppure dall’ennesimo utilizzo fuori luogo e neppure corretto della lingua latina? Oppure, più semplicemente, dal desiderio di spiegare cosa sia questa, ormai famosa (grazie ad un spot Tim con Belen e De Sica, che tristezza…), perifrastica.

Lo spot è visibile in fondo al post.

 

Che sarà mai?Sarà un un particolare elemento chimico oppure ancora un pezzo da museo? Oppure una nuova parolaccia in uso al giorno d’oggi?
Chi sa…cosa sia, forse, potrebbero non saperlo nemmeno i protagonisti dello spot Tim, Belen Rodriguez e Christian De Sica, insegnante di latino lei e padre di un alunno lui. “Pater istruitus, filius purem” dice quest’ultimo…va beh, meglio dedicarsi solo agli spot…

Parliamo di latino?Sì, parliamo proprio di latino, di quella materia tanto (o poco) studiata (?) alle superiori.

La perifrastica, questa sconosciuta, non trova infatti corrispondenza in alcuna struttura della lingua italiana.
Infatti, attiva o passiva che sia, la perifrastica è niente meno che un costrutto della grammatica latina.
Serve ad indicare un’azione che sta per succedere o che si ha in mente di far accadere oppure che, come nell’ordine naturale delle cose, capita (perifrastica attiva) piuttosto che un’azione che deve assolutamente avvenire(perifrastica passiva).
Nel primo caso esprime quindi imminenza, intenzione e fatalità; nel secondo, invece, esprime dovere, obbligo o necessità.

Finita qui e tutti a casa?Assolutamente no, ovviamente 😀

Cambiando il senso della frase, cambia anche la costruzione grammaticale.

PERIFRASTICA ATTIVA

 

Si costruisce così.

Soggetto (caso nominativo)+participo futuro(concordato con il soggetto)+ verbo essere (coniugato in tempo e modo a seconda dell’azione che si vuole esprimere)

 

Alcuni esempi:

Venturus sum

Cum Caesar Romam perventurus esset, Pompeius ex urbe profugavit

PERIFRASTICA PASSIVA

 

Soggetto (nominativo)+ gerundivo (concordato con il soggetto)+ verbo essere (concordato con il soggetto)

Un piccolo ulteriore dettaglio è dato dalla possibile presenza del dativo d’agente che il caso in cui viene declinato il vero soggetto della frase chi deve compiere l’azione indicata dal verbo.

 

Esempi:

Prendo a prestito la famosa frase “Cartago delenda est” con una variazione.

 

Cartago delenda est militibus

(Cartagine dev’essere distrutta dai soldati)

Cartago=nominativo

delenda=gerundivo

est=verbo essere

militibus= dativo d’agente

Spero di essere riuscito a spiegare bene questa particolare perifrasi della lingua latina…e, per finire, a rendere il resto del concetto ci pensano De Sica e Belen nella famosa pubblicità Tim che potete vedere qui sotto 😀

 

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