Marina Monassi nuovamente all’Autorità Portuale di Trieste: opportunità politica o conflitto d’interessi?


La presidente del Porto di Trieste, Marina MonassiMarina Monassi proposta dal Ministro delle Infrastrutture Matteoli, con l’unanime avvallo della Camera di Commercio triestina alla carica di Presidente dell’Autorità Portuale di Trieste.

Non proprio un fulmine a ciel sereno ma una vicenda che, per quel che riguarda il profilo burocratico, si è chiusa in tempi certamente rapidi.

Ma, a quanto pare, la rapidità è tale solo da quel punto di vista: l’ultima parola spetta, infatti, al Presidente della Regione Tondo il quale in merito ha peraltro dichiarato: “Confermo d’aver ricevuto la richiesta dell’intesa. Ho trenta giorni e intendo prendermi tutto il tempo necessario”.

 

La scelta infatti, nonostante il profilo tecnico della candidatura, pare presentare alcune pericolose insidie. Prima fra tutte quella legata all’accordo su un nome che, anche nella prospettiva della partita delle prossime candidature elettorali triestine, nel centrodestra sembra proprio non esserci ed anzi divide sostanzialmente Giulio Camber, Roberto Antonione ma anche Roberto Menia e Roberto Di Piazza, attuale sindaco di Trieste. Tutto questo mentre Comune e Provincia avevano indicato quali rispettivi candidati lo stesso sindaco di Trieste ed Claudio Boniciolli, presidente uscente della stessa Autorità Portuale. Uno schiaffo al territorio, dunque.Fatta salva la presunzione d’innocenza ed a parte le riflessioni sull’opportunità politica di una persona raggiunta, in relazione ad atti compiuti nel suo mandato (leggi articolo de Il Piccolo Porto vecchio, la Corte dei conti vuole milioni da Monassi e Gurrieri), da una citazione da 2,3 milioni di € della Procura della Corte dei Conti, il punto è anche un altro: è altrettanto opportuno nominare in quella posizione chi, avendo rivestito l’incarico di vicepresidente di UniCredit Corporate Banking, ha avuto una carica determinante in una società che, quale capofila di una cordata, ha acquisito il 60% della Trieste Terminal Passeggeri dato che quest’ultima gestisce il comparto passeggeri dello stesso porto di Trieste? Giova ricordare inoltre come il restante 40% sia in mano alla stessa Autorità portuale.

TTP infatti, tra le altre cose, si occupa direttamente ed indirettamente di servizi generali quali la gestione delle stazioni marittime e dei servizi di supporto ai passeggeri nonché di sviluppo del traffico e di tutte le attività e servizi di assistenza, anche logistica, ai mega yacht.Si mettono quindi insieme attività autorizzative ed imprenditoriali legate al porto cosa peraltro contrario allo spirito della legge 84/1994 in materia portuale nel momento in cui al comma 6 dell’articolo 6 specifica che: “Le autorità portuali non possono esercitare, né direttamente né tramite la partecipazione di società, operazioni portuali ed attività ad esse strettamente connesse.”

Ora, non è forse esattamente questo che fa TTP? Inoltre, essendo stata la stessa dottoressa Monassi già vicepresidente di UniCredit Corporate Banking, azienda capofila della cordata che la maggioranza in TTP, non si potrebbe configurare in astratto, in capo alla stessa Monassi, un eventuale conflitto d’interessi tra autorizzazione e gestione? Tutto questo senza contare il progetto del “superporto” che la stessa Unicredit intende realizzare sul territorio della Venezia Giulia.

 Ai posteri l’ardua sentenza.
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