Borse di studio agli studenti capaci e meritevoli ma privi di mezzi, no alla detrazione di 600 euro sì al reintegro della borsa di studio.


Diritto-allo-studio1A partire dall’anno accademico 2010/11, la Regione Friuli Venezia Giulia ha decretato  una trattenuta di 600 euro all’anno su ciascuna borsa di studio erogata agli studenti universitari “fuori sede” tramite gli Enti Regionali per il Diritto allo Studio Universitario (E.R.Di.S.U.) vincolando quindi lo studente a consumare un pasto completo ogni giorno in una mensa appaltata o convenzionata con gli E.R.Di.S.U.. Intendiamo esporre le nostre forti perplessità sulle modalità con cui la Giunta Regionale ha inteso applicare questo provvedimento.

Con la detrazione di 600 euro all’anno dalla borsa di studio E.R.Di.S.U. in cambio di un pasto giornaliero (solitamente il pranzo), lo studente ha la possibilità di fruire in un unico pasto di un primo, un secondo, un contorno, frutta o yogurt, pane e bibita fino al raggiungimento della quota massima spendibile di 1.90€ (che sarebbe il costo di un pasto completo per una studente della prima fascia di reddito). Sia che lo studente mangi per esempio solo un primo sia che scelga il menù completo, il suo pranzo varrà sempre 1.90 €.

Per lo studente quindi tale situazione non risulta essere vantaggiosa rispetto alla precedente, quando la sua borsa di studio valeva 600 € in più e pagava solo ciò di cui si nutriva. Ora è costretto a scegliere: o si ciba quanto basta ma rimettendoci in termini pecuniari (perché in realtà il suo pasto effettivo è costato meno di 1.90€) oppure consuma molto più del suo effettivo fabbisogno energetico (in poche parole, si abbuffa) per non sprecare le risorse finanziarie a propria disposizione.

La Regione Friuli Venezia Giulia, al contrario, rivedendo la delibera di Giunta numero 811 assunta in data 28 aprile 2010, potrebbe reintegrare la borsa di studio dei 600 euro detratti, garantendo così allo studente sia un’alimentazione sana e dignitosa sia una sostenibilità economica allo stesso tempo.

Si tratta di un’operazione tecnicamente e finanziariamente fattibile. La questione è quindi la seguente: c’è la volontà da parte dei protagonisti del diritto allo studio regionale di adottare tali provvedimenti?

Alberto Fileti

Elena Guercia

Serena Soldà

Rappresentanti degli studenti e membri del Consiglio di Amministrazione E.R.Di.S.U. Trieste

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