Federalismo? Sì, cum grano salis
Questo post trae spunto dalle ultime affermazioni della Lega Nord in materia di “rilievo costituzionale dei simboli identitari” ovvero ad esempio di inni e bandiere locali; la questione si è, ahimè, concretizzata in una proposta di legge costituzionale e viene bene riassunta al seguente link che si riferisce ad un articolo presente sul sito del Corriere della Sera
Mi sembrava di ricordare che non troppo tempo fa si fosse celebrata l’Unità d’Italia. Mi pareva altresì che la lingua della repubblica sia l’italiano. Ero convinto che l’identità fosse una questione nazionale e fosse una ed una sola.
Mi sbaglio, forse?Non credo.Irredentista, nazionalista e statalista? Nulla di tutto ciò: semplicemente, italiano.
Preciso innanzitutto che, a mio modesto avviso, non è corretto ricondurre la proposta di legge costituzionale di cui sopra e presentata dalla Lega Nord ad un serio modello di federalismo
Credo che, a questo proposito, il modello dell’epoca pre-unitaria (lombardo-veneto, borboni, savoia ecc) possa dirsi superato.
Questo vale, giova ricordarlo, soprattutto in questa fase anche per il Partito Democratico.
Non bisogna, in sostanza, per quanto il detto possa forse non piacere particolarmente, buttare via il bambino con l’acqua sporca.
Significherebbe tornare indietro, invece che andare avanti e l’essere umano è fatto per avanzare e progredire, non già per camminare come i gamberi. Tutto ciò, senza contare che vi sono dei principi costituzionali ispirati all’uguaglianza dei cittadini; e non solo di fronte alla legge.
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